Chi siamo
Da Gennaro :
In questi ultimi mesi, siamo stati spettatori di fatti e avvenimenti paradossalmente irreali e sconosciuti.
Penso che finalmente sia arrivato il momento per far prevalere i nostri diritti sulla cattiva informazione della Sindrome di Klinefelter. Brevemente cercherò di raccontare la mia storia, mi chiamo Gennaro ho 37 anni e sono di Napoli. Circa sette anni fa ho scoperto di avere questa patologia, e fino ad allora la mia vita è stata normalissima ( e continua tuttora ad esserlo ). Noi klinefelter siamo persone normali, a scuola ho avuto le difficoltà di un qualsiasi ragazzo cui non piace studiare per cui in classe ero il piu’ delle volte distratto e spesso e volentieri marinavo la scuola, ma questo non significa che mi sia sentito diverso dagli altri, anzi.. sono riuscito comunque a diplomarmi egregiamente. A differenza dello studio, lo sport è stato sempre la mia passione, ho giocato a Basket, Tennis, Calcetto, ho fatto palestra ma le soddisfazioni più grandi le ho avute in Atletica Leggera, dove le competizioni agonistiche mi hanno visto vincitore di coppe e medaglie. Credendo nel valore dell’amicizia ho sempre cercato di essere ( e lo sono tuttora ! ) disponibile e leale con tutti e questo mi ha portato ad essere circondato da tantissime persone alle quali voglio bene e sulle quali so di poter fare sempre affidamento. Nella vita sono un commerciante, nonché un agente di commercio e amministratore della stessa società per cui lavoro, grazie al quale sono sempre impegnato con la mente e costantemente a contatto con le persone con le quali mi piace confrontarmi. A tutti quelli che, come me scoprono di essere affetti dalla Sindrome di Klinefelter. tengo a dire di stare tranquilli perché siamo differenti da altri solamente da una X in più. L’anno 2006, è nata l’associazione Klinefelter Italia Sezione Campania dove il mio numero di cellulare 333.58.00.803 è a disposizione di quanti volessero mettersi in contatto con me, questo mi ha consentito di tranquillizzare genitori disperati ai quali la cattiva informazione presente su internet nonché l’incompetenza e la superficialità di alcuni medici avevano suggerito come unica strada percorribile l’aborto salvando così delle vite alle quali volevano negare un futuro.